DE SIDEREUM

III
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ATON su una meditazione di SEDIR

Anticipiamo un brano dell’articolo di fondo elaborato da ATON per il prossimo numero della Rivista L’UOMO DI DESIDERIO. Con questo articolo, di cui si nota la corrispondenza temporale dell’ingresso del Sole nel segno dello Scorpione, nella parte più buia dell’anno, tocca il tema oscuro del lutto. Solo ATON poteva farlo con tanta levità e con la capacità di infondere la consapevolezza chiara che il lutto riguarda soltanto il corpo materiale, e non il nostro corpo di luce sottile, l’involucro dell’anima. Aton richiama l’incipit di Sedir alla corrispondente meditazione, il versetto evangelico Luca IX, 60, che esprime questo concetto con l’apparente paradosso: «Lasciate che siano i morti a seppellire i morti». È la stessa manifestazione contenuta nella frase che J.C. dice a Maria di Magdala: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre».

I LUTTI

di ATON S::G::M::

Lunedì 22 ottobre è iniziata la 43ma settimana dell’anno. Sedir (Yves Le Loup), ha scritto un libro, recentemente ripubblicato, a cura e con la traduzione di Antares, contenente 52 meditazioni, una per ogni settimana dell’anno. Per la quarantatreesima settimana Sedir, alla sua meditazione, ha dato il titolo “Lutti”.

Lo stesso Sedir, prima di sviluppare la meditazione, cita un versetto dei Vangeli. Per questa meditazione il versetto è tratto dal vangelo di Luca, in particolare è il versetto che si identifica con Luca IX, 60. Esso recita: “Lasciate che siano i morti a seppellire i morti”.

Una nota in calce alla meditazione richiama poi il 104mo canto dell’Uomo di Desiderio di Luis Claude de Saint Martin e, in particolare il brano che dice: “All’entrare nel mondo futuro, la Vita Spirituale inizierà a farsi sentire in tutte le facoltà del nostro essere”.

La citazione biblica, in testa alla meditazione, è dello stesso Sedir (una citazione biblica accompagna tutte le 52 meditazioni), mentre la nota è del curatore e traduttore Antares.

In questa, come in tutte le altre meditazioni, siamo in presenza di un magico incontro tra esoterismo e religione, naturale per Sedir e sottolineato dalla sagacia del curatore. Dico naturale per Sedir in quanto lo stesso da puro religioso, non condizionato cioè da presunte necessità di conferme o di espansione della religione che professa, nella sua, direi anzi nelle sue meditazioni, si rivolge ai fedeli, a coloro cioè che in questa terra hanno bisogno di essere guidati dall’autorità altrui nel loro agire quotidiano. Si rivolge ai fedeli nella consapevolezza però che le norme terrene, che lui suggerisce, derivano dalle norme cosmiche, dalle norme assolute.

In maniera più esplicita tale accostamento lo evidenzia Antares con la nota che richiama al canto di Saint Martin in cui lo stesso concetto espresso dal Vangelo di Luca in maniera criptica, è reso più comprensibile sia ai profani che, e a maggior ragione, a coloro che intendono percorrere la via Iniziatica.

La meditazione di Sedir parte dal sentimento terreno. La perdita di un nostro caro ci addolora, ci affligge. Cerchiamo in varia maniera di attirarlo a noi, ricorriamo alle preghiere, alle invocazioni, a volte anche alle sedute spiritiche. In buona sostanza il nostro egoismo fa sì che la persona cara che ha perso l’involucro terreno, si occupi ancora di noi e dei nostri sentimenti e non di ciò che il naturale progetto dell’Ente Emanante, della Divinità, gli ha riservato per il compimento dell’opera.

Agendo guidati dal sentimento terreno, sentimento che ci condiziona, prevale il ricordo della tenerezza, dell’affetto, dell’amore, del sentimento di amicizia che ha creato fra di noi un meraviglioso rapporto in questa dimensione. Sembra quasi che non lo si voglia lasciare andare “ad occuparsi interamente delle loro nuove ed inaspettate necessità” come dice lo stesso Sedir.

Ma, dice Luca nel suo Vangelo: “Lasciate che siano i morti a seppellire i morti” in quanto, come dice Saint Martin “All’entrare nel mondo futuro, la Vita Spirituale inizierà a farsi sentire in tutte le facoltà del nostro essere”.

Queste due piccole, meravigliose espressioni, ci consentono di pervenire a due risultati, entrambi da noi ricercati con forza e determinazione. Il primo risultato è il superamento della paura della morte; ci dice Saint Martin che solo dopo la morte, l’unica vita eterna, la vita spirituale, si farà sentire in tutto ciò che ha composto la nostra essenza, in maniera visibile durante l’intervallo tra la vita e la morte, e continuerà a comporci, in maniera invisibile al resto della manifestazione, dopo che avremo lasciato l’involucro che ha reso visibile la nostra composizione.

Il secondo risultato lo si raggiunge considerando il momento del trapasso dei nostri cari non come una definitiva scomparsa della loro presenza da noi ma come un momento di perfezionamento della loro essenza. Non dobbiamo essere noi a seppellire i morti cercando di prolungare nel nostro affetto, nei nostri sentimenti, la loro vita terrena, ma lasciamo che siano gli altri morti a seppellirli. Loro conoscono il posto che il progetto divino ha riservato ai nostri cari defunti e l’essenza dei nostri cari si mescolerà alla loro essenza per portare avanti un progetto che non è più nostro.

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L’Uomo di Desiderio n. 15

15 equinozio d'autunno

UD15 – Equinozio di Autunno, ore 3:54 del 23/09

Questo il sommario:

CONTENUTI

Editoriale di DALQ S+I 5=6

Sezione Prima – Filosofia dello Spirito

Uomo primitivo di ATON S::G::M::

Cabala, i segreti del paradiso svelati all’uomo di A::V::

Considerazione sul simbolo esoterico dell’albero di Asar Un-Nefer e Giona

Melancholia di Albrecht Dürer di Ignis

Un Dialogo Fraterno tra Prometeo e David

Martinez ad Haiti di Althotas

Sezione Seconda – Le Pagine delle Corrispondenze

Fernanda di Manrico Murzi

Il Giardino di Bomarzo nell’interpretazione di C.L.De Caro di Davide C. Crimi

La Montagna Sacra, di Dioniso

Mangiafoco, un quadro di Antonino Scandurra

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Sezione Terza – Le parole dei Maestri Passati:

Estratti dai Canti XXII-XXX-XCII-XCII-XCIV-XCVII-XCIX-CI de

IL COCCODRILLO

di Louis-Claude de Saint-Martin

Solstizio d’Estate

Numero XIV della Rivista

XIV

CONTENUTI

Editoriale

Sezione Prima – Filosofia dello Spirito

Religiosità e sessualità di ATON S::G::M::

Un Dialogo Fraterno tra Dioniso e David

Sessualità e Alchimia di Althotas

Alchimia Esoterica di Ignis

L’intuizione e la rappresentazione scientifica della realtà di Asar Un-Nefer e Giona

Sette possibili risposte di Occultista Incognito

Esiti del Convito dell’O::E::M:: di N::Ph::I::

Sezione Seconda – Le Pagine delle Corrispondenze

Da un disegno di Lauranna di Manrico Murzi

Lord Byron in Blues di Davide C. Crimi

L’Esoterismo nel Cinema, a cura di Dioniso

Tempus Fugit, un quadro diAngelo Moncada

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Sezione Terza – Le parole dei Maestri Passati:

EIGHTY APHORISMS AND MAXIMS

of Louis-Claude de Saint-Martin

In copertina: Mater Energheia, di A. Moncada

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Dall’Editoriale:
La Luna, il Sole e le Stelle: questo il senso del Mistero, questi i Gradi Filosofici della nostra Opera e della dottrina che s’intesse intorno ad essa. Manca qualcosa. Manca sempre qualcosa. Desiderio è per aspera ad astra, ciò che appartiene alla dimensione siderale. Ma, come ci fa notare Fratello Hermes facendoci dono della sua riflessione su Lettere Musulmane, un libro caro al N::S::G::M:: ATON, scritto da un alchimista moderno che annoveriamo per certo tra i N:: Maestri Passati, quivi troviamo che «Il desiderio è una menzogna del cuore. Il desiderio è il seme del Nemico in ogni cosa».
Restiamo attoniti, finché non giunge la Voce del Maestro.
Il desiderio è menzogna quando è mancanza; ma non della vita astrale. Semplice mancanza materiale, che potremmo definire non desiderio metafisico ma, più semplicemente, brama. Ed anche brama, se considereremo la sua etimologia e la sua interna indole, suonerà prossima al respiro di Brahma degli Indù, cioè alla manifestazione spirituale: e tuttavia quando il livello scende e si restringe, non troveremo che la sua degradazione a bramosia.
È qui la risposta: se il desiderio è davvero mancanza degli astri, allora è nobile e spirituale. Quando degrada a bramosia, a materiale cupidigia, allora le parole del Maestro delle Lettere Musulmane, dispiegano il loro significato. A noi discernere.

In copertina: Mater Energhéia, olio su tela di A. Moncada. Spiritualità e materialità sono qui rappresentate nell’opposizione tra natura umana e tecnica umana, tra latte materno e petrolchimica, tra nutrimento e veleno.

Esiti del Convito Nazionale

Convito Martinista (1)

Degli esiti del Convito non diremo qui in dettaglio, ma in un documento depositato agli atti del N::V::O::

Ci limiteremo qui a ricordare fissando una memoria sottile di questi due giorni intensissimi, che hanno visto succedersi, nella nostra Collina di Roma, personalità di prim’ordine nel panorama degli esoteristi italiani e di cui, per riservatezza e discrezione, non daremo indicazioni, serbando viva l’immagine nella mente e nel cuore, così il desiderio reciprocamente manifestato di alimentare rapporti di proficua e sana collaborazione in spirito e in azione.

Il Collegio dei S::I::I:: ha definito e posto all’attenzione del S::G::M:: ATON, importanti suggerimenti per la vita dell’Ordine, considerata nella sua dimensione sistemica e territoriale, affinché i fatti che ne costellano l’andamento non siano episodici ma sempre presenti nella mente e soprattutto nel cuore di ciascuno.

Concludiamo per ellisse questo documento di riscontro del Convito, con un bilancio decisamente positivo, che ravviva il nostro desiderio e rafforza la nostra volontà di trasformare il desiderio in azione, in quanto possiamo certo confermare che l’esito di tutti i lavori ha avuto contenuto magico che si è riversato sulle anime di chi vi ha preso parte come nutriente rugiada.

Per questo, a quanti sono stati presenti e a quanti, pur lontani, hanno prestato attenzione e cuore a questo importante momento di condivisione, vada il nostro più sentito e lieve ringraziamento.

Salus Vobis.