I libri Atanor

Antonio Urzì Brancati parla dei libri di Atanor con l’editore Federico Carbonari.

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Annali – DE SIDEREUM IV

Anteprima – numero in uscita per la Luna Piena del prossimo 21 Gennaio.
de sidereum iv

Giunge al IV numero la pubblicazione della nostra Rivista. Quattro è il numero del quadrato, l’arcano della pietra cubica: l’emblema più perfetto della volontà, la forza attiva che trasforma il desiderio in qualcosa di tangibile. E siamo felici di aver raccolto e pubblicato tanti desideri tradotti in studi analitici della filosofia dell’unità, così come tanti articoli che parlano d’arte e di letteratura, e poesie, e racconti, e recensioni di quadri e di musica oltre che, naturalmente, le parole dei Maestri Passati, che pubblichiamo in florilegio nella sezione dedicata, facendo di questa Rivista, oltre che un documento contemporaneo, un piccolo gioiello di retrospettiva sulle radici profonde e sul perché intimo della interpretazione attiva della filosofia come vita spirituale.

Il numero, di cui pubblichiamo in anticipazione la copertina, uscirà con la luna piena del prossimo 21 Gennaio. Confidiamo nell’attenzione partecipe dei nostri lettori e dei nostri scrittori. In questo volume si troveranno gli articoli che riportiamo dagli indici, contrassegnati dal significato intimo di ricerca e di desiderio che li caratterizza e li esprime e li riassume nei quattro numeri dell’Annale:

L’UOMO DI DESIDERIO / ANNO IV / NUMERO 1

Editoriale di DALQ S+II 5=6

I – Filosofia Spiritualista

Oltrepassare i condizionamenti di ATON S::G::M::

L’Uomo e il Tempo  di Giona e Asar un-Nefer

Ambulerum di Hermes

Parola e Verbo nella cosmogonia Mandè di Ramses

L’esoterismo nel cinema di Dioniso

Vitriol di Prometeo

II – Le pagine delle corrispondenze

Alle mie figlie (da: Il cielo è caduto) di Manrico Murzi

Sull’idea di Verità (Estratto da MEMORIE) di Amelia Pincherle Rosselli

Mater Energheia, un quadro di Angelo Moncada

Dio Creatore nell’iconografia medievale di Giancarlo Germanà

L’arte nella preistoria, dal paleolitico al bronzo di Paolo Battaglia La Terra Borgese

III – Le parole dei Maestri Passati:

LOUIS CLAUDE DE SAINT-MARTIN

Introduzione all’edizione inglese di Degli Errori e della Verità

e testo originale francese del poema

PHANOR

In copertina: L’Angelo Vigilante, di A. Scandurra

L’UOMO DI DESIDERIO / ANNO IV / NUMERO 2

Editoriale di DALQ S+II 5=6

Sezione Prima – Filosofia dello Spirito

Religiosità e sessualità di ATON S::G::M::

Un Dialogo Fraterno tra Dioniso e David

Sessualità e Alchimia di Althotas

Alchimia Esoterica di Ignis

L’intuizione e la rappresentazione scientifica della realtà di Asar Un-Nefer e Giona

Sette possibili risposte di Occultista Incognito

Esiti del Convito dell’O::E::M:: di N::Ph::I::

Sezione Seconda- Le Pagine delle Corrispondenze

Da un disegno di Lauranna di Manrico Murzi

Lord Byron in Blues di Davide C. Crimi

L’Esoterismo nel Cinema, a cura di Dioniso

Tempus Fugit, un quadro di Angelo Moncada

Sezione Terza – Le parole dei Maestri Passati:

EIGHTY APHORISMS AND MAXIMS of Louis-Claude de Saint-Martin

In copertina: Mater Energheia, di A. Moncada

L’UOMO DI DESIDERIO / ANNO IV / NUMERO 3

Editoriale di DALQ S+II 5=6

Sezione Prima – Filosofia dello Spirito

Uomo primitivo di ATON S::G::M::

Cabala, i segreti del paradiso svelati all’uomo di A::V::

Considerazione sul simbolo esoterico dell’albero di Asar Un-Nefer e Giona

Melancholia di Albrecht Dürer di Ignis

Un Dialogo Fraterno tra Prometeo e David

Martinez ad Haiti di Althotas

Sezione Seconda – Le Pagine delle Corrispondenze

Fernanda di Manrico Murzi

Il Giardino di Bomarzo nell’interpretazione di C.L.De Caro  di Davide C. Crimi

La Montagna Sacra, di Dioniso

Mangiafoco, un quadro di Antonino Scandurra

Sezione Terza – Le parole dei Maestri Passati:

Estratti dai Canti XXII-XXX-XCII-XCII-XCIV-XCVII-XCIX-CI de IL COCCODRILLO di Louis-Claude de Saint-Martin

In copertina: Davide C. Crimi, Ode ad Ade (matite per un retouché sul dipinto di Béronneau)

L’UOMO DI DESIDERIO / ANNO IV / NUMERO 4

Editoriale di DALQ S+II 5=6

Sezione Prima – Filosofia dello Spirito

Martinismo di ATON::

Il Mistero dei Templari di EMMANUEL::

Perturbazioni del Pleroma di Hermes

Un Dialogo Fraterno tra Prometeo e David

Martinez e i Fratelli Neri di Althotas

Sezione Seconda – Le Pagine delle Corrispondenze

È possibile la poesia oggi? di Ella Ciulla

Il barbarico perché della metrica di Davide C. Crimi

Doppio sogno, su un quadro di Anastasia Guardo

Il gomitolo di Alessandro Marcelli

Cinema: Sguardi su «Odissea nello Spazio» di Dioniso

Viaggio del Barone Spedalieri per incontrare Elifas Levi di Davide C. Crimi

Due senza titolo e fissando vertigini di Aretusa Rovella

Sezione Terza – Le parole dei Maestri Passati

Livre Rouge di Louis-Claude de Saint-Martin [1-170]

In copertina: Doppio Sogno, di Anastasia Guardo

Non resta che ricordare il precedente numero della Rivista, anche perché prendendoli entrambi si può fruire della spedizione gratuita.

ANNALI 3 DE SIDEREUM 1

DE SIDEREUM III

Carissime/i, in procinto di pubblicare l’Annale del ciclo solare appena trascorso, vogliamo portare alla Vostra attenzione l’Annale DE SIDEREUM già pubblicato e accessibile attraverso il link che si ottiene cliccando sull’immagine di copertina. Come reca il sottotitolo, la nostra è una Rivista che si occupa di arte, cultura, filosofia, spiritualismo e scienze dell’uomo. Nel farlo, si è ritenuto di articolare i contenuti in tre sezioni: la prima, dedicata alla filosofia spiritualista, con particolare attenzione alla tradizione martinista. La seconda, aperta a contributi letterari, con critiche e recensioni su opere di poesia, prosa, pittura, scultura, fotografia, arti plastiche e performative, musica. La terza ospita contributi dei Maestri riconosciuti del Martinismo. Per quanto attiene quest’ultima sezione, siamo orgogliosi del florilegio che abbiamo compiuto affinché questo numero dell’Annale costituisca un dossier sulle opinioni più autorevoli sulla scaturigine da cui la tradizione martinista parte: e cioé quel misterioso Ordine degli Eletti Coen fondato da Martinez de Pasqually che, secondo l’autorevole opinione di René Le Forestier, va annoverato tra i più importanti esperimenti nell’ambito esoterico tra ‘700 e ‘800. L’Annale ospita testimonianze fondamentali su come debba essere concepito il termine Coen, tra cui ricordiamo i brani riportati di Marco Egidio Allegri, di Gastone Ventura, di Robert Ambelain, di Robert Amadou, trasformando l’operazione in un ricco dossier.

ANNALI 3 DE SIDEREUM 1

L’Uomo di Desiderio

xvi 2

n. 16 – Solstizio d’Inverno

21 Dicembre, ore 23.23

In questo numero:

Editoriale di DALQ S+II 5=6

Sezione Prima – Filosofia dello Spirito

Martinismo di ATON S::G::M::

Il Mistero dei Templari di EMMANUEL::

Perturbazioni del Pleroma di Hermes

Un Dialogo Fraterno tra Prometeo e David

Martinez e i Fratelli Neri di Althotas

 

Sezione Seconda – Le Pagine delle Corrispondenze

È possibile la poesia oggi? di Ella Ciulla

Il barbarico perché della metrica di Davide C. Crimi

Doppio sogno, su un quadro di Anastasia Guardo

Il gomitolo di Alessandro Marcelli

 

Sezione Terza – Le parole dei Maestri Passati

Livre Rouge

di Louis-Claude de Saint-Martin

[1-170]

In copertina: Anastasia Guardo, Doppio Sogno

 

download gratuito: UD16

 

 

ATON su una meditazione di SEDIR

Anticipiamo un brano dell’articolo di fondo elaborato da ATON per il prossimo numero della Rivista L’UOMO DI DESIDERIO. Con questo articolo, di cui si nota la corrispondenza temporale dell’ingresso del Sole nel segno dello Scorpione, nella parte più buia dell’anno, tocca il tema oscuro del lutto. Solo ATON poteva farlo con tanta levità e con la capacità di infondere la consapevolezza chiara che il lutto riguarda soltanto il corpo materiale, e non il nostro corpo di luce sottile, l’involucro dell’anima. Aton richiama l’incipit di Sedir alla corrispondente meditazione, il versetto evangelico Luca IX, 60, che esprime questo concetto con l’apparente paradosso: «Lasciate che siano i morti a seppellire i morti». È la stessa manifestazione contenuta nella frase che J.C. dice a Maria di Magdala: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre».

I LUTTI

di ATON S::G::M::

Lunedì 22 ottobre è iniziata la 43ma settimana dell’anno. Sedir (Yves Le Loup), ha scritto un libro, recentemente ripubblicato, a cura e con la traduzione di Antares, contenente 52 meditazioni, una per ogni settimana dell’anno. Per la quarantatreesima settimana Sedir, alla sua meditazione, ha dato il titolo “Lutti”.

Lo stesso Sedir, prima di sviluppare la meditazione, cita un versetto dei Vangeli. Per questa meditazione il versetto è tratto dal vangelo di Luca, in particolare è il versetto che si identifica con Luca IX, 60. Esso recita: “Lasciate che siano i morti a seppellire i morti”.

Una nota in calce alla meditazione richiama poi il 104mo canto dell’Uomo di Desiderio di Luis Claude de Saint Martin e, in particolare il brano che dice: “All’entrare nel mondo futuro, la Vita Spirituale inizierà a farsi sentire in tutte le facoltà del nostro essere”.

La citazione biblica, in testa alla meditazione, è dello stesso Sedir (una citazione biblica accompagna tutte le 52 meditazioni), mentre la nota è del curatore e traduttore Antares.

In questa, come in tutte le altre meditazioni, siamo in presenza di un magico incontro tra esoterismo e religione, naturale per Sedir e sottolineato dalla sagacia del curatore. Dico naturale per Sedir in quanto lo stesso da puro religioso, non condizionato cioè da presunte necessità di conferme o di espansione della religione che professa, nella sua, direi anzi nelle sue meditazioni, si rivolge ai fedeli, a coloro cioè che in questa terra hanno bisogno di essere guidati dall’autorità altrui nel loro agire quotidiano. Si rivolge ai fedeli nella consapevolezza però che le norme terrene, che lui suggerisce, derivano dalle norme cosmiche, dalle norme assolute.

In maniera più esplicita tale accostamento lo evidenzia Antares con la nota che richiama al canto di Saint Martin in cui lo stesso concetto espresso dal Vangelo di Luca in maniera criptica, è reso più comprensibile sia ai profani che, e a maggior ragione, a coloro che intendono percorrere la via Iniziatica.

La meditazione di Sedir parte dal sentimento terreno. La perdita di un nostro caro ci addolora, ci affligge. Cerchiamo in varia maniera di attirarlo a noi, ricorriamo alle preghiere, alle invocazioni, a volte anche alle sedute spiritiche. In buona sostanza il nostro egoismo fa sì che la persona cara che ha perso l’involucro terreno, si occupi ancora di noi e dei nostri sentimenti e non di ciò che il naturale progetto dell’Ente Emanante, della Divinità, gli ha riservato per il compimento dell’opera.

Agendo guidati dal sentimento terreno, sentimento che ci condiziona, prevale il ricordo della tenerezza, dell’affetto, dell’amore, del sentimento di amicizia che ha creato fra di noi un meraviglioso rapporto in questa dimensione. Sembra quasi che non lo si voglia lasciare andare “ad occuparsi interamente delle loro nuove ed inaspettate necessità” come dice lo stesso Sedir.

Ma, dice Luca nel suo Vangelo: “Lasciate che siano i morti a seppellire i morti” in quanto, come dice Saint Martin “All’entrare nel mondo futuro, la Vita Spirituale inizierà a farsi sentire in tutte le facoltà del nostro essere”.

Queste due piccole, meravigliose espressioni, ci consentono di pervenire a due risultati, entrambi da noi ricercati con forza e determinazione. Il primo risultato è il superamento della paura della morte; ci dice Saint Martin che solo dopo la morte, l’unica vita eterna, la vita spirituale, si farà sentire in tutto ciò che ha composto la nostra essenza, in maniera visibile durante l’intervallo tra la vita e la morte, e continuerà a comporci, in maniera invisibile al resto della manifestazione, dopo che avremo lasciato l’involucro che ha reso visibile la nostra composizione.

Il secondo risultato lo si raggiunge considerando il momento del trapasso dei nostri cari non come una definitiva scomparsa della loro presenza da noi ma come un momento di perfezionamento della loro essenza. Non dobbiamo essere noi a seppellire i morti cercando di prolungare nel nostro affetto, nei nostri sentimenti, la loro vita terrena, ma lasciamo che siano gli altri morti a seppellirli. Loro conoscono il posto che il progetto divino ha riservato ai nostri cari defunti e l’essenza dei nostri cari si mescolerà alla loro essenza per portare avanti un progetto che non è più nostro.

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