Convito nazionale. Ringraziamenti.

Un sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti al Convito nazionale dell’ 11/11. Felici di condividere il sentimento di unità che avete prodotto. Per esprimerlo, accludiamo una versione recitata del Salmo dell’Unione del quale, come provenuto da uno dei tanti stimoli delle conversazioni che si sono succedute durante i lavori, è allo studio una versione in greco, di cui forniamo di seguito il testo.

1ᾠδὴ τῶν ἀναβαθμῶν τῷ Δαυιδ ἰδοὺ δὴ τί καλὸν ἢ τί τερπνὸν ἀλλ’ ἢ τὸ κατοικεῖν ἀδελφοὺς ἐπὶ τὸ αὐτό 2ὡς μύρον ἐπὶ κεφαλῆς τὸ καταβαῖνον ἐπὶ πώγωνα τὸν πώγωνα τὸν Ααρων τὸ καταβαῖνον ἐπὶ τὴν ᾤαν τοῦ ἐνδύματος αὐτοῦ 3ὡς δρόσος Αερμων ἡ καταβαίνουσα ἐπὶ τὰ ὄρη Σιων ὅτι ἐκεῖ ἐνετείλατο κύριος τὴν εὐλογίαν καὶ ζωὴν ἕως τοῦ αἰῶνος

La versione che segue è in latino ed in ebraico, già in uso presso il N::V::O::

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Salmo 133

Il Salmo 133 fa parte della sequenza dei Tehilim detta “Cantici delle Ascensioni”. In particolare, il 133 è detto “Canto graduale di David” e si caratterizza per l’orientamento celebrativo ai lavori di gruppo.

In M.: questo canto è utilizzato in camera di Apprendista, a sottolineare l’inizio del percorso di ascensione nel sentiero spirituale. Nel M:: è utilizzato nelle operazioni di catena, utilizzate per i lavori di loggia e per entrare in contatto con i Maestri Passati. L’ascoltatore che vorrà comparare potrà accorgersi della variabilità di timbro e di impostazione ritmica e melodica che il testo può ricevere, passando da un latino ecclesiastico a un canto medievale sul tipo gregoriano, fino a interpretazioni più gotiche che tendono ai Carmina, per poi verificare la grande distanza con le interpretazioni ebraiche che, del resto, non sempre mantengono una continuità tradizionale con lo spirito del loro Autore, e si avvicinano in modo arbitrario persino a interpretazioni pop e neomelodiche. Come in tutto ciò che è inerente la dimensione spirituale, c’è una gran confusione. Tuttavia i canti di David, oltre a costituire un libro sacro incluso nella Bibbia (nel Tanakh per gli ebrei), costituiscono momenti di altissima spiritualità, aprendo per tutti uno dei modelli più alti de “l’offerta della voce” come atto di meditazione, invocazione e preghiera.

Ne offriamo qui, con garbo e umiltà, una versione non confessionale (cioè esoterica e non religiosa), che quasi non avverte le distanze tra il latino e l’ebraico, di cui si propone un’interpretazione separata soltanto dal battere del tamburo – come l’incedere di chi è sul piano inclinato di un sentiero di collina.